Città di Pompei

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Città di Pompei: La Città Scoprire il Territorio Patrimonio Archivistico Comunale

Patrimonio Archivistico Comunale

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La valorizzazione degli archivi comunali è da considerarsi un salto qualitativo che trasforma con volontà e fermezza una necropoli di carte polverose esposte all’incuria, all’abbandono e soprattutto mal tollerate perché ingombranti, in laboratori di cultura che rendono maggior onore alla storia locale non più considerata ormai di minore ampiezza storiografica.
Lo studio di un archivio storico comunale si può trasformare, di conseguenza, in un vero e proprio evento culturale in quanto i documenti acquistano significato, si traducono  in un impulso per la vita intellettuale e sociale, diventando così strumento di un’attenta educazione umana e civile.
Mossa da tale sensibilità, l’Amministrazione Comunale di Pompei, nella persona del Sindaco, Avvocato Claudio D’Alessio e la tenacia del Dirigente agli Affari Generali, Dottoressa Lucia Di Luca, hanno reso possibile nel 2008[1] l’avvio dei lavori archivistici relativi al reperimento della documentazione sino ad allora disseminata in tutti i locali ed uffici di Palazzo De Fusco , attuale sede della Casa Municipale  ed immobile di rilevante valenza storica ed artistica, edificato nel corso del XIX secolo dal conte Francesco De Fusco, figlio primogenito della contessa Marianna De Fusco, che insieme al Beato Bartolo Longo fu  l’artefice della nascita di Pompei come meta religiosa dopo la realizzazione del Santuario della Beata Vergine del Rosario.
L’ingente mole di documenti giaceva in uno stato di totale abbandono e compromessa in maniera definitiva in alcune sue parti per la non idoneità dei suddetti locali.
I lavori archivistici hanno mirato a censire tutta la documentazione  confluita  poi in un locale destinato a diventare archivio di deposito della documentazione  del costituendo archivio di deposito e di recupero di quella del nascente archivio storico.[2]
L’ingente mole di documenti versati  al deposito è stata poi organizzata  per ufficio e per assicurare un corretto svolgimento del servizio amministrativo e per rispettare il ciclo vitale delle carte , si è rispettata l’organizzazione assunta dalle unità archivistiche negli archivi correnti dei singoli uffici.
La documentazione riguardante anni anteriori all’ultimo quarantennio, è stata destinata al nascente archivio storico per essere conservata perennemente.  I suoi estremi cronologici  partono dal 1928, anno corrispondente alla costituzione del neo Comune di Pompei sancita dalla legge del 29 marzo 1928, n. 621 e il cui territorio  era stato sino ad allora diviso tra i comuni di Torre  Annunziata, Gragnano Boscoreale  e Scafati e nei cui archivi sono sicuramente evidenti le tracce della storia di Pompei in anni anteriori alla sua nascita.
La consistenza totale delle unità archivistiche ( registri e buste ) ammonta a circa 1030 pezzi.
Un altro nucleo rilevante dell’ASCP ( Archivio Storico Comunale di Pompei) è l’archivio aggregato dell’ECA ( Ente Comunale di Assistenza) rinvenuta presso la Casa di riposo “ Carmine Borrelli”, alla gestione della quale l’Ente era coinvolto a norma dell’articolo 5 della legge 3/6/1937, n. 847. La documentazione recuperata ed ordinata ha come estremi cronologici 1898-1979 con una consistenza di 77 buste e di 125 registri.
Sono state, inoltre, previste altre attività in pieno svolgimento tese alla gestione continuativa di tutta la documentazione, alla sua valorizzazione e promozione sul territorio attraverso non solo laboratori didattici presso le scuole di ogni ordine e grado della Città di Pompei  ma anche pubblicazioni storiche a tema criticamente  e scientificamente elaborate in corso di stampa, atte ulteriormente  a sottolineare la  dignità storica e il meritato rilievo culturale  della nostra città che con tanto zelo si sta  realizzando negli ultimi tempi.
                                                                                                                            L’archivista incaricato
                                                                                                                   Dott.ssa Giuseppina D’Amico


[1] Affidamento incarico con Disciplinare d’incarico del 22 Dicembre 2008 a seguito di delibera G.C. n. 231 del 25/07/2008.
[2] In rapporto all’età dei documenti, l’archivio viene funzionalmente suddiviso in archivio corrente, di deposito e storico.

L’archivio corrente raccoglie le pratiche il cui valore giuridico e amministrativo ha la funzione primaria, ovvero l’archivio i cui affari sono ancora in evasione; quello di deposito è invece costituito da carte la cui finalità pratica e il valore amministrativo e giuridico tende ad affievolirsi. L’archivio storico è infine costituito dai documenti destinati alla conservazione permanente e che hanno maturato il loro valore storico.