SCAVI ARCHEOLOGICI
Gli scavi di Pompei sono l'unico sito archeologico al mondo in grado di restituire l'immagine di una città romana nella sua interezza.
La città antica, fondata dagli Osci Campani nel VII sec. a.C. e così battezzata in onore di Ercole (Pompe) fu importante snodo commerciale, inizialmente greco, poi etrusco, successivamente sannita e romano. La terribile eruzione del ’79 d.C. la distrusse e solo nel XVIII secolo cominciarono i primi scavi per poterne, successivamente, visitare le antiche rovine.
La Soprintendenza Archeologica, spesso in collaborazione con l’A.A.C.S.T. o Associazioni varie, è promotrice di ottime manifestazioni ed iniziative, tra cui convegni, spettacoli teatrali e musicali che si svolgono annualmente presso l’Anfiteatro ed il Teatro Grande, attiguo alla Palestra dei Gladiatori. La Casina dell’Aquila, situata all’interno degli Scavi, ma di più recente costruzione, è anch’essa sede di incontri di studio e di mostre espositive. Nel 1997 una delegazione UNESCO, composta da 200 esperti provenienti da 45 paesi del mondo, ha dichiarato il sito archeologico di Pompei, patrimonio dell’umanità.
SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DEL ROSARIO
Il Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario e' uno dei maggiori centri di devozione mariana d'Italia. Iniziato l'8 Maggio 1876 su disegno di Antonio Cua e compiuto nel 1891, fu poi ampliato nel 1933-39 su progetto dell'ing. Mons. Spirito Chiappetta. Il Santuario ha titolo di Basilica Pontificia ed e' retto da un Delegato Pontificio, coadiuvato da un Consiglio di Amministrazione. L'interno, ricco di marmi, affreschi e mosaici, e' a croce latina a tre navate con grandiosa cupola (57 m.) su 4 pilastri, transetto a 3 navate e deambulatorio attorno al presbiterio.
Il Santuario gestisce i servizi attivi di carità presso le seguenti strutture sociali: la Comunità “Alloggio” sita alla Via Arpaia che accoglie minori da 6 a 14 anni; 2 Centri diurni polivalenti di cui uno, presso il Santuario e l’altro, presso l’Istituto B. Longo; una struttura di accoglienza residenziale per madri e figli in difficoltà ed una Comunità di alloggio per ragazze maggiorenni già ospiti degli ex-istituti.
Adiacente all’area archeologica dell’Anfiteatro greco - romano, vi è una importante Sala intitolata alla Contessa M. De Fusco, che offre una disponibilità di 400 posti con attrezzature e impianti delle migliori tecnologie, gestita dal Santuario.
Nella grande Piazza è situata anche la Casa del Pellegrino, da poco ristrutturata, dotata di vaste sale attrezzate per l’accoglienza dei pellegrini, di un moderno Salone destinato a convegni per n° 134 posti e di una modernissima Sala per proiezioni audiovisive; mentre, a pochi passi da questo grande edificio, vi è un moderno Ostello della Gioventù con circa 50 posti letto.
MUSEO VESUVIANO
La nascita del museo è legata alla figura di Padre Alfano, Teologo e Scienziato che nel 1911 fondò il Museo Vesuviano di Pompei, con sede nel Pontificio Ospizio Educativo “Bartolo Longo”.
Nel 1987 fu trasferito al primo piano della palazzina neoclassica denominata “il Villino”, casa privata del Beato Bartolo Longo. Nella sala d'ingresso al Museo sono esposti 16 quadri che mostrano ricostruzioni ideali di edifici dell'antica Pompei. In tre ampie sale contigue, sono esposte stampe antiche, acquerelli schizzi, fotografie della fine dell'800, a testimonianza delle più significative eruzioni del Vesuvio, a iniziare da quella del 79 d. C. fino all'ultima del marzo 1944. Il Museo Vesuviano possiede inoltre una collezione di circa 200 campioni di rocce e di minerali vesuviani, di cenere, di proietti, di bombe vulcaniche e di frammenti di lava, raccolte all'interno di vetrine ostensive, con il nome scientifico relativo ai diversi minerali e alle diverse forme di proietti vulcanici. Completano le collezioni del Museo alcune riproduzioni di reperti archeologici dell'area vesuviana risalenti all'eruzione del 79 d.C.: un calco in gesso di un cane asfissiato dai gas emessi dal vulcano nel corso dell'eruzione, un mosaico della casa del Cinghiale, un'antica forma di pane riprodotta in tufo e cinque gigantografie in trasparenza che mostrano resti di edifici antichi di Pompei, Ercolano e Stabia.
Arte e Cultura
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