Città di Pompei

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Città di Pompei: Eventi Avviso sottoscrizione referendum - entro il 21 settembre

Avviso sottoscrizione referendum - entro il 21 settembre

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Avviso sottoscrizione referendum

Si avvisa che presso l’Ufficio Elettorale -  sito in Piazza Schettini – è possibile sottoscrivere, negli orari d’ufficio, la richiesta dei due referendum popolari, annunciati sulla G.U. n. 160  del 12.7.2011e concernenti, rispettivamente:

  1. l’abrogazione della legge elettorale proporzionale con liste bloccate per il ripristino dei collegi uninominali (21 dicembre 2005, n. 270, come modificata dal decreto-legge 8 marzo 2006, n. 75, convertito in legge 21 marzo 2006, n. 121);
  2. la parziale abrogazione della legge elettorale proporzionale con liste bloccate per il ripristino dei collegi uninominali (limitatamente ad alcune disposizioni della legge 21 dicembre 2005, n. 270);

Il testo completo potrà essere reperito nella precitata G.U. n. 160 del 12.07.2011 nonché n. 162 del 14.7.2011 per alcune correzioni.

Per ulteriori e più dettagliate notizie sull’argomento, presso l’Ufficio Elettorale e sul sito web dell’Ente, è disponibile apposito volantino esplicativo.

La raccolta firme si concluderà il giorno 21 settembre 2011.

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Cosa dicono i due quesiti referendari: contenuto e finalità

Il comitato referendario per i collegi uninominali ha presentato in Corte di Cassazione l’11 luglio 2011 due richieste di referendum abrogativo, aventi ad oggetto la disciplina vigente per l’elezione dei due rami del Parlamento, come modificata dalla legge 21 dicembre 2005, n. 270, recante “Modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica” (conosciuta come “legge Calderoli” ).

Il primo quesito, individuato dal colore blu, propone l’abrogazione integrale di tutte le disposizioni di modifica della disciplina elettorale per la Camera e per il Senato introdotte dalla legge n. 270 del 2005.

Il secondo quesito, individuato dal coloro rosso, è di tipo “parziale”, perché abroga non l’intera “legge Calderoli” ma le singole disposizioni della stessa e, precisamente, le disposizioni che sostituiscono le due leggi approvate il 4 agosto 1993, rispettivamente n. 277 (“Nuove norme per l’elezione della Camera dei deputati”) en. 276 (Norme per l’elezione del Senato della Repubblica).

Com’è noto, queste due leggi, introducevano, al posto della disciplina precedente (di tipo proporzionale), un sistema misto, in base al quale i seggi di Camera e Senato erano assegnati per il 75% mediante l’elezione di candidati in altrettanti collegi uninominali, e per il restante 25% con metodo proporzionale (legge giornalisticamente definita il “Mattarellum”, dal nome del deputato Sergio Mattarella, relatore del testo). 

La tecnica abrogativa

Con due tecniche diverse di incisione sulle disposizioni di modifica introdotte dalla legge n. 270 del 2005 alla disciplina previgente (integralmente abrogativa nel quesito n. 1 di colore blu; parzialmente abrogativa nel quesito n. 2 di coloro rosso), si mira a eliminare tutta la disciplina introdotta con la “legge Calderoli”, con la quale si è votato il Parlamento nel 2006 e nel 2008. Il risultato sarà lo stesso: abrogare in maniera totale la “legge porcata”, eliminando tutti i suoi principali contenuti: liste bloccate, premio di maggioranza, distribuzione proporzionale dei seggi, soglie di sbarramento assai esigue.

Il ritorno ai collegi uninominali

I due quesiti, però, non si limitano solamente ad abrogare la disciplina elettorale introdotta con legge n. 270/2005, obiettivo che la Corte costituzionale non accetterebbe: attraverso l’abrogazione della “legge Calderoli”, come legge che sostituisce singole disposizioni della disciplina previgente (il c.d. Mattarellum), si vuole produrre la reviviscenza di quest’ultima.

L’effetto di entrambi i quesiti è eliminare, come detto, la disciplina sostitutiva, con l’effetto di ripristinare quella sostituita. Attraverso la reviviscenza delle norme precedenti, dopo l’esito positivo dei referendum per i collegi uninominali, si permetterà alle due Camere di essere elette attraverso le regole introdotte nel 1993 dal c.d. Mattarellum.

Con questa legge l’Italia ha conosciuto, per la prima volta nella sua storia politica, l’alternanza degli schieramenti di governo nel 1996 e nel 2001. Il “Mattarellum”, attraverso i collegi uninominali, ha permesso all’elettore di scegliere direttamente il candidato del proprio territorio, rendendo effettivo il diritto di voto che la lista bloccata invece svilisce, costringendo l’elettore a ratificare scelte fatte da pochi, trasformando il Parlamento in un consesso di nominati e non di eletti.

Stop alla eccessiva frammentazione

Pur prevedendo una quota di seggi attribuiti con metodo proporzionale, assicurando così una legittima rappresentanza anche alle forze politiche più piccole, la “legge Mattarella” conteneva una soglia di sbarramento implicita del 4%, e non quella ben più piccola, causa di frammentazione e divisione, pari all’1-2% prevista dalla “legge Calderoli” per le forze politiche che partecipano ad una coalizione.