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Il Fondo Maiuri

L'Università "Suor Orsola Benincasa" di Napoli acquisisce nel 2001 la biblioteca privata di "Amedeo Maiuri". Il Fondo comprende tutta la sua produzione scientifica e pubblicistica, con rispettive edizioni in lingua straniera ed in svariati esemplari.

I testi di altri autori sono costituiti in prevalenza da opere di carattere storico-­‐artistico ed archeologico, fra le quali è presente la più importante produzione scientifica della prima metà del secolo scorso nonché migliaia di articoli di autori italiani e stranieri con dedica autografa.

II Fondo comprende inoltre i taccuini di scavo autografi, foto d'epoca e disegni; diplomi e lauree 'honoris causa' ed una copia in gesso del busto in bronzo esposto oggi nell'Esedra dei Pompeianisti presso l'Antiquarium degli Scavi.

Il Fondo si compone di diversi nuclei: librario, archivistico -­‐ documentario, fotografico e una raccolta di medaglie e premi.

Il nucleo librario si compone di 2194 testi, 1697 estratti e 207 opuscoli. I volumi hanno come oggetto i seguenti argomenti: Archeologia, Letteratura, Storia, Storia dell'Arte Moderna, Religione e Guide Turistiche. Ne fanno parte molti testi risalenti al 1700 e al 1800. Si tratta per lo più di autori classici, di esegesi delle fonti latine e greche (ad esempio, C.O. Onorato, Silio Italico. Il suo poema, Firenze 1871) o anche volumi di argomento archeologico di notevole valore, come le raccolte dei diari di scavo di Ercolano e Stabia redatte da Ruggiero (M. Ruggiero, Degli scavi di Stabia dal 1744 al 1782, Napoli 1881; Id., Storia degli scavi di Ercolano, Napoli 1885) o la guida di Pompei del Fiorelli (G. Fiorelli, Guida di Pompei, Roma 1877).

Si evidenzia tra essi un unico esemplare risalente al 1566, l'opera Ab Urbe condita di Tito Livio (C. Sigonius, T. Livii Historiarum ab Urbe condita libri XXXV, Venetiae, Paulum Manutium, 1566).

Di notevole interesse è la riproduzione della Bibbia Miniata di Dorso d'Este, con antiporta in seta e dedica autografa di Giovanni Treccani (A. Venturi, La Bibbia di Borsa d'Este, Milano, Emilio Bestetti, ristampa in facsimile del 1937). Il nucleo archivistico-­‐documentario è formato da un fascicolo che raccoglie il carteggio privato dello studioso. Esso è composto da 93 lettere inviate all'archeologo da ventitre diversi corrispondenti tra i quali degni di nota sono George Macmillan, editore in Londra (45 lettere dal 1927 al 1938); Ernesto Pontieri, Rettore dell'Università di Napoli (21ettere del 1957); Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti del Ministero dell'Educazione Nazionale poi della Pubblica Istruzione (1930-­‐1958).

A queste lettere vanno aggiunte quelle raccolte, in numero di 5, insieme al fascicolo relativo ai 17 documenti riguardanti un'inchiesta giudiziaria. Di tale fascicolo fanno parte, inoltre, 41 lettere scritte o ricevute dalle figlie Ada e Bianca e dalla moglie Valentina nella loro corrispondenza intrattenuta con dodici enti e personaggi diversi tra i quali la Corte dei Conti, avvocati e personaggi politici, come il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, il Senatore Giovanti Leone e il Soprintendente alle Antichità delle Province di Napoli e Caserta, Alfonso de Franciscis tra gli anni 1964-­‐1968. Tra i documenti appaiono quelli di un'inchiesta amministrativa con 115 pagine dattiloscritte e 34 pagine manoscritte del Memoriale (1952) di Amedeo Maiuri.

Il Fondo raccoglie, inoltre, 112 inviti a conferenze e inaugurazioni tenute tra gli anni 1911-­‐1961; 538 pagine sciolte di appunti bibliografici; 6 taccuini riguardanti i siti archeologici di Liternum, Paestum, Sepino, Velia e alcune aree archeologiche del Molise e del Sannio scritti tra gli anni 1924-­‐1955 per un totale di 245 pagine manoscritte; 19 scritti redatti tra il 1934 e il 1963 aventi come argomento Ercolano, Liternim, Magna Grecia, Pompei e Napoli; 118 articoli di giornale pubblicati tra il 1938 e il 1993; 2 dattiloscritti e 2 manoscritti su Ercolano; iI registro con le firme dei dipendenti della Soprintendenza di Napoli (1961).

Il nucleo fotografico comprende 1190 immagini fotografiche suddivise in 940 fotografie, 48 diapositive e 202 immagini in 109 lastre di vetro.

Le foto riguardano le seguenti località: Pompei 370 foto ( 1870-­‐1962); Ercolano 161 foto (,927-­‐1955); Napoli 21 foto (1913-­‐1976); Campi Flegrei 277 filo (1908-­‐1976); Liternum 23 foto (1934-­‐1958); Museo Archeologico Nazionale di Napoli 54 foto; Palazzo Reale di Napoli 5 foto (1943); Benevento 1 foto; a queste vanno aggiunte 28 foto private di Amedeo Maiuri (1937-­‐1962). Le lastre fotografiche e le diapositive si riferiscono ai siti di Pompei ed Ercolano e sono datate probabilmente tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60.

Il Fondo è arricchito da una serie di premi conferiti all’illustre archeologo: 21 medaglie ricevute negli anni 1916-­‐1962 e assegnate da varie istituzioni, quali l'Università di Parigi, l'Ordine dei Cavalieri di Rodi, la Società Reale di Napoli; 4 targhe ricevute negli anni 1920-­‐1962 da enti e istituzioni quali l'Accademia Nazionale dei Lincei e la Wisconsin Academy of Science, Arts and Letters; 1 scultura in pietra vulcanica conferita dall'Ente per il Turismo di Palermo; 1 busto in gesso di Amedeo Maiuri. Al fondo di oggetti vanno aggiunti la livrea azzurra dell'Accademia Nazionale d'Italia (oggi dei Lincei); 6 quadri dipinti (alcuni di soggetto pompeiano).

Tra i diplomi e le onorificenze si elencano: 7 cittadinanze onorarie (fra le quali Rodi, Ercolano e Capri) e onorificenze su pergamena acquerellata (1924-­‐1962); 16 diplomi e premi conferiti da enti ed associazioni, quali l'Istituto Archeologico Germanico, l'Accademia Pontaniana, il Museo Nazionale di Napoli, l'Istituto di Paletnologia Umana, l'Accademia Tiberina, l'Accademia di San Luca, l'Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti di Napoli, l’Académie Royale, l'Università di Parigi.

Il Fondo comprende inoltre 101 pagine di scritti della figlia Bianca e 17 lettere appartenenti alla sua corrispondenza con lo scrittore Carlo Belli (1978-­‐1982).

Dell'intero fondo circa 350 libri e 6 taccuini andrebbero ancora restaurati per arrestare il degrado causato dall'usura, dai tarli e dall'umidità; infatti quasi tutto il fondo era stato custodito per decenni in una stanza umida del Palazzo Reale di Napoli.

L'intero Fondo è stato oggetto di vincolo da parte della Soprintendenza Archivistica della Campania (prot. num. 1152 del 20.4.2005) grazie all'aiuto della Soprintendente Maria Rosaria de Divitiis e della Dr. Adriana Carnevale.

 

Umberto PAPPALARDO
Prof. di Antichità Pompeiane Responsabile del Centro Internazionale per gli Studi Pompeiani
Università "Suor Orsola Benincasa"